Il lavoro artigiano e il valore della lentezza

l'artigiano orafo

Come si diventa orafi? Quale scuola hai frequentato? Posso fare pratica nel tuo lab? Tieni qualche corso? Queste sono solo alcune delle domande che sempre più frequentemente ricevo via email e alle quali rispondo con estrema cura e coinvolgimento,  perché, in ognuna delle storie che leggo, c’è raccontata anche la mia di storia. Mi rivedo in quella passione e conosco quella voglia di fare e imparare.

E, non potendo offrire un aiuto più concerto, mi impegno ogni volta a descrivere il mio percorso, sperando possa accendere qualche lampadina e dia ottimismo per non perdere la voglia provarci. Fare l’artigiano vuol dire “sporcarsi” le mani e faticare, ma nello stesso tempo, vuol dire CREARE qualche cosa da zero e penso che nulla al mondo possa dare più soddisfazione.

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Ci sono poi alcuni aspetti, per me fondamentali, che contraddistinguono questo mestiere:

il valore della lentezza

L’artigiano lavora con lentezza – non nel senso che se la prende comoda! – ma nel senso che esistono dei tempi che non possono essere azzerati dalle macchine. Ogni pezzo è creato singolarmente e la lentezza fa parte della sua unicità. Dietro ad ogni oggetto c’è dedizione, cura e attenzione.

tanta, tanta pratica

Altro aspetto importante è la pratica, il bravo artigiano non smette mai di imparare. Le scuole possono offrire i primi strumenti, ma senza una pratica costante non si potrà dire di conoscere il mestiere. Io ho avuto il privilegio di formarmi in laboratorio e di assorbire le nozioni facendo – ho iniziato dalle riparazioni perché creare qualche cosa che non si sa riparare per mio padre è sempre stato inaccettabile! – ma, nonostante la lunga gavetta, ho ancora moltissimo da imparare e da migliorare (per fortuna!) e da questa consapevolezza parto per trovare nuovi stimoli.

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Gli altri aspetti fondamentali che fanno la differenza, ma che non riguardano però solo gli artigiani, sono la comunicazione, la scelta dei collaboratori, l’attenzione per il cliente, la pianificazione e sono tutti aspetti ai quali sto lavorando, grazie anche all’aiuto di mia moglie che quotidianamente cerca di fare ordine e trarre il meglio dal caos del lab!

Se si riesce a mantenere un buon equilibrio tra tutte queste cose (con tanta, ma tanta fatica e dedizione… ma questo è scontato!) le soddisfazioni arrivano. Saranno alternate a seccature, contrattempi e giornate no, ma arrivano. E con le soddisfazioni arrivano anche le conferme che ti rassicurano e ti fanno capire che la strada è quella giusta e che stai comunicando bene dove vuoi andare e a chi ti stai rivolgendo.

Per fare un esempio concreto, nella “lista delle soddisfazioni” posso inserire di sicuro l’incontro in lab con Gioia Gottini. Per chi non la conoscesse, Gioia è cintura nera in fatto di personal branding, aiuta tante piccole realtà imprenditoriali a crescere e trovare la propria strada e, aver realizzato le fedi per il suo matrimonio, ha rappresentato per me motivo di orgoglio. Quando le coppie vengono fino a Genova per vedere e scegliere le mie fedi, la soddisfazione è tanta, ma quando chi viene ha le competenze per riconoscere il valore che sta dietro al mio lavoro la soddisfazione è doppia.

fedi My Golden Age - fedi artigianali - anelli matrimonio
Fedi Rustic, matrimonio Gioia e Dario – Photo by Margherita Calati

Un grazie speciale a Gioia e a Dario per avermi permesso di condividere alcuni scatti del loro matrimonio (che trovate qui) e un grazie a Margherita per il bellissimo racconto fotografico.

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